La funzione sociale dell'avvocato

L’avvocato svolge una funzione essenziale all’interno della sociètà insostituibile

Se vi è un’arena nella quale la libertà assume un valore religioso, che esige il rispetto permanente di un limite e la visione ininterrotta di un fine da raggiungere, questa è l’arena del diritto, destinato per propria natura ad essere usato come mezzo  per mantenere l’armonia e l’equilibrio in ogni società civile.

Tutto potrà tramontare,sarei per dire, perfino la funzione del giudice, ed è la più audace e inverosimile delle previsioni, ma non potrà tramontare la funzione dell’Avvocato che, interprete del diritto nella legge, potrà prevenire in un mondo moralmente  migliore l’opera del giudice, rendendo possibile la pace  degli animi attraverso una giustizia che si sappia attuare senza l’appello al magistrato.

Ma anche in questa visione ideale anche se vivessimo in un mondo moralmente migliore, dove  potrà eliminarsi negli umani rapporti il rancore e l’odio nelle decisioni fra opposte pretese di un medesimo oggetto,  vi sarà sempre bisogno dell’Avvocato, perché non potrà mai eliminarsi la disparità, la divergenza se non il conflitto delle opinioni  e delle interpretazioni nell’applicazione della legge.

Ma oggi quale avvenire si delinea per l’avvocato .Quali pericoli quali doveri ?               

All'immagine di una professione quietamente immobile, dobbiamo necessariamente far conoscere il ruolo specifico dell'avvocato e fornire una forte e incidente autorevolezza professionale che garantisca il cliente da interventi legali inutili e di qualità scadente.

Il problema centrale della società intera è quello di assicurare a tutti ma, sopra tutto ai cittadini economicamente deboli ed esclusi, la tutela effettiva dei loro diritti.

L'Avvocato deve ricordare prima di tutto a sé stesso che il suo lavoro ha una importantissima ed ineliminabile funzione sociale: quella di postulare e tutelare i diritti ed interessi dei cittadini, sia tra di loro, per questioni patrimoniali o personali, che arginare l'esercizio improprio del potere discrezionale della Pubblica Amministrazione che sovente si frappone alle legittime aspettative dei singoli.

Ciò, però, va effettuato nel rispetto della concezione legalistica, secondo i precisi parametri previsti dal codice deontologico e secondo quanto postulato dall'Ordinamento.

Ieri, oggi e sempre per essere soldati di quella grande falange dell’Avvocatura definita come fortezza della libertà e della giustizia, la forza che scatta  per irreprimibile impulso a difesa del diritto appena sia conculcato o minacciato del diritto esposto a repentaglio, dell’abuso, della sopraffazione o della prepotenza, l’avvocato deve indossare un duro pungente cilizio dell’osservanza della triade di doveri: 1)l’instancabilità nel lavoro, 2)la passione della verità e 3) il senso del sacrificio.

In sintesi,  in ogni momento l’occhio dell’avvocato non sia fisso che al vero.

L’avvocato è quasi sempre di fronte ad un problema morale da risolvere ed è per questo che la coscienza dell’avvocato deve identificarsi sempre con la coscienza morale dell’uomo. “Un avvocato deve sempre fornire una prova; che è costantemente quella, in ogni processo……ma come può essere  sempre uguale a sé stessa una prova se i fatti e, di più, le

persone di cui il processo si occupa sono tanto diversi?” “E’ la  prova della tua onestà; quella per la quale ti si ascolterà con  rispetto anche quando ne sarai ripagato col dissenso

“Ogni avvocato può avere per sé il vero, sol che non confonda la sua funzione con l’arte dell’audacia, del virtuosismo o della violenza. Chi vuole soffocare la prova dei fatti dove i fatti gridano; chi vuole camuffare per folle l’uomo normale che ha ceduto ad un impeto di affetto o di collera, colui offrirà uno spettacolo di abilità, creerà forse anche il capolavoro del sofisma, ma non farà un’arringa”. ( Alfredo de Marsico)

Una sola luce potrà guidarvi :la vostra coscienza e l’amore per la dignità della toga e del diritto

In questo nostro tempo filtra nella coscienza del Paese la convinzione che vi sono  magistrati per i quali la sentenza deve essere ispirata a concezioni avveniristiche del diritto, alle pressioni della lotta politica, sociale e delle rivendicazioni di classe. La legge ha perduto la sua forza imperativa, perentoria ed assoluta.

Oggi più che mai l’Avvocatura come espressione della coscienza civile del Paese per la difesa del diritto nella libertà deve ergersi a  difensore della legge come lo è sempre stata nei secoli passati, solo che prima l’ha difesa contro gli abusi del potere, da oggi dovrà difenderla contro gli abusi del giudice.

Un terzo dovere deve reggere il ministero dell’avvocato :il disinteresse.  Chi desidera formarsi un patrimonio si volga ad altre attività lasci l’avvocatura. Alla nostra professione dobbiamo chiedere una vita decorosa, non la ricchezza né il fasto.

 

Chi con tenace passione col fervore indeclinabile ha coltivato e coltiva  l’arte affascinante della toga, può ben dire, che il Foro è la sua famigli felicemente allargata. Ed ogni avvocato, ovunque lo incontri egli sente legato a sé da un vincolo di sentimento non meno indistruttibile di quello di sangue.

Con questo impeto di solidarietà ed affetto sono convinta che umiliando l’Avvocatura si umilia il Paese e invece, onorandola ed elevandola se ne assicurano l’onore ed il progresso.