Diritto minorile

Nell'ambito del Diritto Minorile lo Studio si propone come Avvocato del Minore e offre specifica attenzione all’ascolto del minore all’interno dei giudizi di separazione e divorzio  non come  strumento d’informazione per capire meglio le dinamiche familiari, specie ove vi sia conflitto, ma come  attenzione ad un bisogno primario del minore, quello cioè di fare sentire la sua voce, quando abbia sufficiente capacità di discernimento, relativamente alle vicende che lo riguardino, vicende delle quali egli ha diritto di essere informato.

Quando si parla di comunicazione, si pensa sempre che la cosa più importante è sapersi esprimere, ma non è così.

L’arte più sottile e preziosa è saper ascoltare.

L’ascolto non è il semplice sentire, è una modalità più incisiva, più presente da parte dell’ascoltatore che deve prestare la giusta  attenzione, quella che il soggetto gli richiede per essere realmente capito e compreso, chi ascolta deve saper anche prestare attenzione ai silenzi, all’espressione del volto, allo sguardo del soggetto che sta parlando.

Colui che ascolta deve poter modificare, cambiare la propria opinione, perché ciò che più importante non è quello che si pensa, ma quello che si ascolta.

E’ proprio il saper ascoltare una delle capacità più importanti che noi, avvocati di famiglia, dobbiamo avere.

Ma cosa significa ascoltare il minore , dare parola al minore affinché possa esprimere le sue opinioni ?

Lungo e faticoso è stato il processo di emancipazione del minore da oggetto di protezione all’interno della famiglia a soggetto di diritti.

La procedura giudiziaria di ascolto impone di prendere in considerazione l’opinione del bambino al fine della decisione che lo riguarda.

La presa in considerazione pone molte domande.

Come deve avvenire la considerazione ?

Secondo quali criteri valutare l’opinione del minore ?

Quanto l’opinione del minore deve rilevare per la decisione ?

L’opinione del minore può vincere la volontà contraria dei genitori ?

L’opinione del minore deve entrare tra i fatti di sentimento oggetto di valutazione che influenzano il contenuto del giudizio.

Di conseguenza, tale valutazione deve far parte della motivazione del provvedimento.

Quanto ai criteri, l’opinione del minore va valutata in termini di ragionevolezza in considerazione dell’interesse del minore stesso.

Altro criterio, è quello della sua età e maturità.

L’opinione del minore, quando più è maturo e si avvicina alla maggiore età, può in qualche caso essere determinante per i provvedimenti giudiziari che lo riguardino, contro la stessa volontà dei genitori.

Un terzo criterio è quella della natura dei diritti in discussione.

Ascoltare un minore vuol dire acquisire nuovi paradigmi professionali.

La nostra funzione è stata non solo professionale ma anche sociale.

Siamo noi avvocati, senza possibilità di delega al legislatore o ad altri, a dover pensare in primis come operare, perché la difesa dei soggetti più deboli diventi davvero uno dei principi fondamentali delle società civili.